La vendemmia notturna consiste nel raccogliere le uve nelle ore più fresche, dopo il tramonto, così che arrivino in cantina a temperature basse. Si pratica soprattutto nelle zone calde perché il caldo accelera i processi ossidativi e rischia di disperdere gli aromi, in particolare nei vini bianchi e negli spumanti.
Ma c’è anche un vantaggio in cantina: uve già fresche richiedono meno raffreddamento, e questo si traduce in un risparmio energetico. Vediamo nel dettaglio come funziona, dove si pratica e quali vini ne traggono più beneficio.
Cos’è la vendemmia notturna?
La tecnica prevede la raccolta delle uve dopo il tramonto, attendendo le temperature più fresche della giornata. Questo consente agli acini di arrivare più freschi in cantina, in una condizione ottimale per essere lavorati.
Perché si pratica la vendemmia notturna?
La vendemmia notturna si pratica per difendere l’uva dal caldo: raccogliere i grappoli nelle ore più fresche aiuta a preservarne gli aromi e rende meno probabili fermentazioni indesiderate. Un grappolo raccolto nelle ore centrali della giornata arriva in cantina già caldo, e le alte temperature, unite ai tempi di attesa, accelerano l’ossidazione. Con la raccolta notturna, invece, le uve restano fresche per tutto il percorso dalla vigna alla cantina e conservano meglio il loro carattere.
Il vantaggio si vede anche nelle temperature: di notte il grappolo si raccoglie con aria intorno ai 18 gradi, di giorno anche a 30 o più gradi.
Dove viene praticata?
La Sicilia è stata la prima area in cui la vendemmia notturna si è diffusa in modo significativo, per fronteggiare le alte temperature diurne. Oggi viene adottata in molte altre zone, anche meno calde, come la Franciacorta, e all’estero in Champagne, Nuova Zelanda e Sudafrica, soprattutto per i vini bianchi e gli spumanti, che hanno profumi più delicati e soffrono di più il calore.
Quali vitigni beneficiano della raccolta notturna?
Le uve bianche ma in generale quei vitigni che sono più sensibili al calore, come per esempio il Chardonnay, possono beneficiare delle temperature fresche date dalla vendemmia notturna. Anche il Sauvignon Blanc e il Pinot Nero, usato negli spumanti, ne traggono vantaggio.
Quali benefici offre alla qualità del vino?
Le basse temperature notturne aiutano a mantenere la conservazione aromatica e l’acidità, riducono l’ossidazione e mantengono intatti gli zuccheri dell’uva, contribuendo all’equilibrio del prodotto finale. Questo però non sinonimo automatico di vino migliore, perché l’effetto dipende dalla zona, dal vitigno e da come viene gestito il resto della filiera.
Ridurre il ricorso alla refrigerazione può inoltre contribuire in modo sostanziale al risparmio energetico di un’attività.
Cantine di Dolianova sfrutta le temperature fresche delle prime ore del mattino per la produzione di Naeli, il suo Vermentino di Sardegna DOC: l’uva viene raccolta nelle prime ore della giornata e il pigiato macera a freddo per una notte, per favorire il suo aroma intenso e fruttato, ideale per accompagnare la tua cena di pesce insieme ai tuoi commensali.




