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La potatura della vite è un’operazione fondamentale per ottenere una buona resa della pianta, incidendo soprattutto sulla qualità dell’uva raccolta nella fase successiva della vendemmia.

L’obiettivo principale della potatura è infatti ottimizzare la forma della pianta per migliorarne la produzione in modo da ottenere un risultato finale soddisfacente in termini di quantità e qualità.

La potatura della vite è infatti un insieme di pratiche di coltura che hanno lo scopo di dare alla pianta una forma ben definita che le consenta di gestire il carico dei frutti e resistere alle intemperie.

Ecco perché per avere una produzione di qualità è così importante eseguire la potatura con attenzione e metodo, equilibrandone le imperfezioni estetiche e rimuovendo il superfluo per arrivare ad un buon risultato.

Vediamo quindi nel dettaglio come potare la vite, dai metodi utilizzati ai diversi periodi in cui eseguire questa importante operazione.

Come potare la vite: tagli e tecniche principali

La potatura della vite si esegue attraverso i tipici tagli utilizzati anche per gli altri tipi di piante ma la differenza risiede negli obiettivi dell’operazione oltre che nell’uso di metodi di coltura diversi, che assicurano la programmazione dei grappoli da produrre.

I metodi utilizzati per potare la vite sono essenzialmente tre, ognuno con caratteristiche e modalità di potatura differenti:

  • Metodo a Guyot semplice
  • Metodo a cordone permanente o a tralci di rinnovo
  • Potatura a pergola

Vediamo quindi in che cosa consistono queste diverse tecniche di potatura, quali rami della vite interessano e come eseguirli correttamente.

Metodo a Guyot

Questo taglio è utilizzato essenzialmente per programmare la modalità di produzione della vite e consiste nell’eliminare la maggior parte dei suoi rami ad eccezione della parte destinata ad ottenere uva da produzione.

Sarà quindi il ramo rimasto, detto anche sperone, contenente poche gemme, ad essere considerato quello portante su cui basare la produzione dell’anno successivo.

Metodo a cordone permanente o a tralci di rinnovo

Questi tipi di potatura sono utilizzati soprattutto nei vigneti di modeste dimensioni con obiettivi simili, ma si differenziano tra loro nella forma, e, a seconda della distribuzione delle gemme si possono distinguere in lunga o corta.

La prima si esegue su piante con alta produzione di gemme collocate all’apice, mentre la potatura corta si effettua su viti dotate di una buona quantità di gemme poste alla sua base.

La potatura a cordone permanente consiste essenzialmente nel produrre tralci di diverse misure che diventeranno capo a frutto o ceppi da frutto, da cui deriverà la maggior parte della produzione dei grappoli d’uva.

Per questa tipologia di intervento si utilizzano soprattutto la potatura a cordone speronato, a cordone libero e quella a doppio cordone.

La potatura eseguita con il tralcio di rinnovo invece si differenzia dalla precedente in quanto è eseguita attraverso tagli a tralci di diversa lunghezza e dimensione ma con lo scopo di creare sia nuovi capi a frutto e dunque i grappoli, sia tralci improduttivi detti capi a legno, ecco perché si parla anche di potatura mista.

Potatura a pergola

La tecnica della potatura a pergola prende nome dalla struttura delle viti su cui viene eseguita, tipica delle zone collinari. La potatura a pergola si può distinguere in:

Potatura a pergola semplice

Questo metodo si esegue sulle strutture inclinate di circa 30° rispetto al palo portante verticale per rimuoverne i tralci di riserva, eliminare quelli della zona superiore preservando solamente due gemme.

Potatura a pergola trentina

Questa potatura, così chiamata perché caratteristica della zona del Trentino, ha l’aspetto di un tetto inclinato di circa 20°o 30° ma preserva dieci o quindici gemme, escludendo dunque dal taglio almeno quattro tralci.

Quando potare la vite: periodi e tecniche

La potatura della vite deve avvenire principalmente in due periodi ossia in estate e in inverno, a cui corrispondono appunto due diverse tecniche, conosciute come potatura invernale e potatura estiva del vigneto.

La prima, detta anche potatura secca della vite, ha l’obiettivo di preservare la forma di allevamento preimpostata per agire sulle gemme lasciate nei tralci della pianta, mentre la potatura estiva o verde serve allo sviluppo vegetativo della vite.

Vediamo in quali periodi dell’anno procedere con le diverse tecniche di potatura e come eseguirle correttamente.

Potatura invernale della vite o potatura secca

La potatura invernale è l’operazione che si esegue in inverno ossia quando la pianta ha perso completamente le sue foglie.

Più precisamente si interviene sulle piante danneggiate dalle condizioni climatiche nel periodo tra gennaio e febbraio, provvedendo, se necessario, a dare forma alla pianta, soprattutto se si tratta di viti giovani ossia con meno di tre anni.

In linea di massima è a partire dal secondo anno che si inizia la potatura invernale vera e propria utilizzando diverse forme di allevamento, mentre nel terzo anno di vita della pianta si prediligono metodi come quello del cordone speronato, incentrati sul posizionamento del tralcio sul filo orizzontale piuttosto che sui tagli.

Nel caso di altri tipi di allevamento, invece, il terzo anno di potatura corrisponde al taglio dei germogli posizionati sull’apice della pianta ed alla disposizione dei frutti ottenuti dalle gemme al di sotto del filo.

Potatura estiva della vite o potatura verde

La potatura verde è quella che si esegue nel periodo estivo sulla chioma della pianta al fine di eliminare il superfluo dalla vite per evitare di indebolirla ed assicurarne la produttività.

Le operazioni eseguite nel periodo vegetativo per favorire l’integrità e la salute della pianta si distinguono in: spollonatura, scacchiatura e cimatura, ecco in che cosa consistono.

Spollonatura

Per spollonatura della vite si intende la rimozione dei germogli (o polloni appunto) che nella prima fase della stagione vegetativa si formano da gemme latenti disponendosi lungo il ceppo.

L’obiettivo di questa operazione è evitare che essi possano compromettere i germogli produttivi se lasciati in libertà, pertanto a tal fine vengono rimossi al raggiungimento di una lunghezza massima di 15 centimetri, possibilmente senza l’uso delle forbici.

Scacchiatura

Questa seconda fase della potatura verde consiste invece nella rimozione dei germogli in eccesso sui capi a frutto, con particolare attenzione verso quelli sterili o mal posizionati e di piccole dimensioni, che andranno eliminati al fine di mantenere soltanto un solo germoglio per nodo.

I germogli in sovrannumero da eliminare sono quelli che si formano da gemme poste su legno vecchio o da quelle rimaste dalla potatura invernale, da cui si avranno due germogli per nodo.

L’obiettivo di questa operazione è assicurare la salute della pianta favorendo una buona areazione e dunque limitando il rischio di malattie.

La scacchiatura si esegue a mano su germogli che raggiungono dai 20 ai 30 centimetri, si utilizzano invece le forbici soltanto se l’operazione si effettua in ritardo, così fa garantire tagli precisi.

Cimatura

Il taglio dei tralci o cimatura è la terza fase della potatura verde o estiva che si esegue per garantire la formazione di nuove foglie, indispensabili per la produzione dei grappoli.

Proprio per questo l’operazione deve essere eseguita entro la fine di giugno così da consentire lo sviluppo dei germogli della vite nei tempi utili alla maturazione dei grappoli.

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