Hai una bottiglia speciale nella tua cantina e vorresti berla durante una cena al ristorante? In alcuni locali è possibile farlo grazie al diritto di tappo, un servizio offerto da alcuni locali che permette ai clienti di da casa una bottiglia di vino speciale.

In cambio, il ristorante applica in conto una quota prefissata per il servizio di stappatura, la messa a disposizione dei calici adatti e la gestione della temperatura del vino.

Tuttavia, non è un vero e proprio diritto del cliente: si tratta di un’opportunità che il ristorante può decidere autonomamente di offrire e le condizioni possono quindi variare da un locale all’altro.

Vediamo allora cosa si intende per diritto di tappo, come funziona, quanto costa e quali sono le regole da rispettare.

Diritto di tappo: cosa è e come funziona?

Il funzionamento è piuttosto semplice: il cliente porta al ristorante una propria bottiglia di vino e il locale provvede a stappare e servire la bottiglia applicando un costo prestabilito.

In inglese è conosciuto con il termine corkage fee, letteralmente “tassa sul sughero”, anche se in realtà non si paga soltanto l’apertura della bottiglia. Il costo del servizio può infatti comprendere:

  • la stappatura della bottiglia;
  • il servizio al tavolo;
  • l’utilizzo dei bicchieri;
  • l’eventuale utilizzo del decanter;
  • la gestione e il servizio della bottiglia durante il pasto.

Il ristorante sostiene infatti dei costi legati al servizio del vino anche se la bottiglia è stata acquistata dal cliente altrove.

BYOB e diritto di tappo: sono la stessa cosa?

I termini BYOB e diritto di tappo sono spesso utilizzati in modo simile, ma non sono esattamente la stessa cosa.

BYOB significa letteralmente Bring Your Own Bottle o, in alcuni contesti, Bring Your Own Booze: indica la possibilità di portare al ristorante le proprie bevande.

Il diritto di tappo identifica invece il servizio offerto dal locale per aprire e servire una bottiglia portata dal cliente, generalmente dietro pagamento di una quota.

Il concetto è diffuso in diversi Paesi e può assumere forme differenti a seconda delle consuetudini locali e delle politiche del ristorante.

Il diritto di tappo in Italia: è obbligatorio?

Mentre nei Paesi anglosassoni è una consuetudine diffusissima (soprattutto per quanto riguarda il BYOB), in Italia il fenomeno è in crescita, non è obbligatorio e non è regolamentato da una legge specifica.

Il diritto di tappo al ristorante dipende dalla politica del singolo locale: alcuni ristoranti lo consentono liberamente, altri lo propongono solo in determinate occasioni, mentre altri ancora non lo prevedono affatto. Pertanto, il cliente non può presumere di poter portare liberamente una propria bottiglia in qualsiasi ristorante.

Per questo motivo è fondamentale chiedere prima. Il modo più semplice è verificare il sito del ristorante, consultare eventuali informazioni sui social oppure chiedere direttamente al momento della prenotazione.

Quando conviene portare una bottiglia da casa?

Il diritto di tappo può essere particolarmente interessante quando si vuole condividere una bottiglia che ha un significato particolare. Può trattarsi, per esempio, di:

  • una bottiglia acquistata durante un viaggio;
  • un vino non presente nella carta del ristorante;
  • una bottiglia conservata per un’occasione speciale;
  • un’annata particolare;
  • un’etichetta che si desidera abbinare a uno specifico piatto.

In generale, è una pratica adatta a chi desidera stappare un’annata da collezione o un’etichetta affettivamente importante per un’occasione speciale.

Ricorda: il vino portato da casa dovrebbe inserirsi nell’esperienza gastronomica del ristorante, non sostituire completamente l’offerta del locale.

Diritto di tappo: cosa chiedere prima di prenotare?

Prima di andare al ristorante con la propria bottiglia, è utile verificare alcuni aspetti, come:

  • se il ristorante accetta il diritto di tappo;
  • se ci sono limiti sul numero di bottiglie e qual è il costo per ciascuna;
  • se è possibile portare qualsiasi vino oppure ci sono restrizioni;
  • se il ristorante richiede che la bottiglia non sia presente nella carta;
  • se sono inclusi bicchieri e decanter;
  • se è necessario prenotare il servizio in anticipo.

In ogni caso, la chiave è il rispetto reciproco: chiedere prima, conoscere il costo, rispettare le regole del locale e vivere la bottiglia come parte della cena.

Quali sono le regole del diritto di tappo?

Le regole del diritto di tappo non sono universali, perché ogni ristorante può stabilire le proprie condizioni. Esistono però alcune buone pratiche generalmente condivise che aiutano a gestire il servizio nel modo corretto.

  1. Chiedere sempre in anticipo: la prima regola è sempre avvisare il ristorante prima di arrivare. Non è consigliabile presentarsi a cena con una bottiglia in mano senza aver chiesto nulla perché il locale potrebbe non offrire il servizio oppure avere condizioni specifiche.
  2. Portare una bottiglia per ogni due commensali: in molte situazioni, una o due bottiglie sono sufficienti per accompagnare una cena senza trasformare il diritto di tappo in un’alternativa completa alla carta dei vini del ristorante. Anche questo aspetto può dipendere dalle regole stabilite dal locale.
  3. Evitare bottiglie presenti nella carta dei vini: una delle regole più importanti del galateo del diritto di tappo è evitare di portare una bottiglia che il ristorante vende già. Acquistarlo direttamente dal ristorante rappresenta infatti una scelta più rispettosa nei confronti dell’attività.
  4. Ordinare dalla carta del ristorante: portare il proprio vino non significa rinunciare a ciò che offre il locale. Un buon comportamento consiste nell’ordinare regolarmente dalla carta del ristorante, scegliendo le portate, gli eventuali aperitivi, l’acqua, il caffè o altre bevande.
  5. Offrire un calice al proprietario o alla proprietaria: un gesto di particolare cortesia può essere quello di offrire un calice ai proprietari del ristorante, soprattutto se si tratta di una bottiglia particolarmente interessante o di un vino che si desidera condividere, creando così un momento di convivialità e condivisione.

Il galateo del diritto di tappo

Oltre alle regole pratiche, esiste anche un vero e proprio galateo del diritto di tappo.

Se il ristorante accetta la bottiglia, è buona educazione affidarla al personale e lasciare che siano i professionisti a occuparsi della stappatura e del servizio.

Non è necessario insistere per aprire personalmente la bottiglia o stabilire come debba essere servita. Se il vino richiede ossigenazione, il personale può eventualmente proporre l’utilizzo del decanter.

Quanto costa il diritto di tappo?

Il diritto di tappo non significa portare il proprio vino gratuitamente. Il cliente infatti paga il servizio concordato con il ristorante, generalmente attraverso una quota per bottiglia.

Non esiste un prezzo unico valido per tutti i ristoranti. In Italia, il costo indicativo del servizio può essere di circa 5-10 euro a bottiglia, anche se il prezzo può essere più alto nei locali di particolare livello, arrivando a costare dai 20€ ai 50€ a bottiglia.

In alcuni locali il costo può basarsi sul costo medio di stappatura o sul prezzo della bottiglia meno cara presente nella carta dei vini.

In alternativa al prezzo fisso per bottiglia, alcuni ristoranti applicano una quota calcolata a persona, per esempio sui 3-5€ a persona per il servizio vino.

Dalla propria cantina alla tavola: scegliere il vino giusto

Il diritto di tappo nasce da un’idea molto semplice: permettere di portare a tavola una bottiglia che si desidera condividere, affidandosi al servizio e all’esperienza del ristorante.

Per il cliente può essere l’occasione di aprire una bottiglia speciale, mentre per il ristorante rappresenta un servizio che richiede personale, bicchieri, attrezzatura e gestione della bottiglia.

Che venga acquistata al ristorante o portata da casa, una bottiglia di Cantine di Dolianova può diventare l’occasione per scoprire e raccontare a tavola i profumi e le caratteristiche della Sardegna.

Dalle bollicine fresche ai grandi rossi, scegli tra i vini di Cantine di Dolianova da condividere alla prossima cena: perché il vino migliore da stappare è spesso quello che, oltre a essere buono, ha una storia da raccontare.

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