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Negli ultimi anni l’affinamento subacqueo è passato da curiosità per appassionati a vera e propria frontiera della sperimentazione enologica. 

Sempre più cantine, in Italia e nel Mediterraneo, scelgono di far maturare alcune bottiglie sott’acqua, sfruttando condizioni naturali impossibili da replicare in una cantina tradizionale.
Nascono così i cosiddetti vini subacquei o underwater wines: etichette rare, spesso a tiratura limitata, capaci di raccontare il mare, il tempo e la pazienza dell’uomo.

Ma come funziona davvero l’affinamento del vino sott’acqua? E perché questa pratica affascina produttori, collezionisti e appassionati?

Cos’è l’affinamento subacqueo del vino

Con il termine affinamento subacqueo si indica la fase di maturazione del vino che avviene all’interno di bottiglie immerse in mare, in lago o in bacini controllati, a una determinata profondità e per un periodo prestabilito.

Non si tratta di una fermentazione alternativa, ma di un processo di affinamento che avviene dopo l’imbottigliamento e che sfrutta le condizioni fisiche dell’ambiente subacqueo:

  • pressione dell’acqua
  • temperatura costante
  • assenza totale di luce
  • micro-movimenti naturali

Questi fattori incidono sull’evoluzione del vino in modo delicato ma significativo.

Le origini: tra storia e scoperte casuali

L’idea dell’affinamento del vino in mare nasce anche da alcune scoperte fortuite. Nel corso dei decenni, bottiglie di vino sono state rinvenute in relitti e fondali marini, spesso sorprendentemente integre e con caratteristiche organolettiche particolari.

Questi ritrovamenti hanno acceso la curiosità di enologi e ricercatori, che hanno iniziato a studiare come le condizioni sottomarine potessero influenzare la maturazione del vino subacqueo. Da qui sono nati i primi esperimenti controllati e le moderne cantine sottomarine.

Perché il vino matura sott’acqua in modo diverso

L’ambiente subacqueo offre una combinazione di elementi unici, difficili da riprodurre sulla terraferma.

Pressione dell’acqua
La pressione acqua aumenta con la profondità e agisce costantemente sulla bottiglia. Questo contribuisce a una maggiore integrazione tra le componenti del vino, rendendo l’evoluzione più lenta e armonica.

Temperatura costante
Sotto la superficie, la temperatura rimane stabile tutto l’anno, generalmente tra i 10 e i 15 °C. Questa temperatura costante evita sbalzi termici e stress ossidativi, favorendo un affinamento regolare.

Assenza di luce
Il buio totale è uno degli aspetti più importanti. L’assenza di luce protegge il vino da reazioni fotochimiche, preservando aromi, colore e freschezza.

Micro-movimenti naturali
Correnti marine o lacustri generano lievi movimenti continui, che mantengono il vino in una sorta di lenta dinamica evolutiva, simile, in alcuni casi, a un remuage subacqueo naturale.

Quali vini si prestano all’affinamento subacqueo

Non tutti i vini sono adatti a questo metodo. In genere vengono scelti:

  • spumanti e vini metodo classico, grazie alla loro struttura e alla presenza di lieviti;
  • vini bianchi strutturati;
  • alcuni rossi con buona acidità e capacità di evoluzione.

Il vino metodo classico subacqueo è tra i più diffusi, perché il contatto prolungato con i lieviti e la pressione esterna favoriscono complessità e finezza del perlage.

Mare, laghi e territori: non solo Mediterraneo

Quando si parla di vini del Mediterraneo, il mare è il primo protagonista. Tuttavia esistono anche vini dei laghi, affinati in bacini lacustri o acque dolci profonde, dove cambiano leggermente le condizioni ambientali.

Ogni luogo imprime una propria “firma” al vino:

  • salinità percepita;
  • tensione gustativa;
  • evoluzione aromatica più o meno marcata.

È anche per questo che i vini subacquei sono spesso considerati vini unici, difficilmente replicabili.

Aspetti sensoriali dei vini affinati sott’acqua

Dal punto di vista degustativo, l’affinamento vini marini può portare a:

  • maggiore finezza aromatica;
  • profili più puliti e definiti;
  • sensazione gustativa più morbida ed equilibrata;
  • bollicine più fini nei metodo classico.

Non si tratta di vini “salati” in senso stretto, ma spesso si riscontra una nota minerale o una maggiore profondità gustativa, che richiama idealmente l’ambiente marino.

Vini subacquei come vini da collezione

Proprio per la complessità del processo, i costi e la produzione limitata, molti underwater wines diventano veri e propri vini da collezione.
Ogni bottiglia è diversa, spesso ricoperta da concrezioni marine che la rendono esteticamente irripetibile, simbolo di un affinamento che unisce natura, tempo e sperimentazione.

Tradizione e innovazione: due mondi che si incontrano

L’affinamento subacqueo del vino rappresenta un punto d’incontro tra ricerca, rispetto dell’ambiente e desiderio di innovazione. Non sostituisce la cantina tradizionale, ma la affianca, aprendo nuove possibilità espressive e culturali.

È una pratica che racconta il vino come esperienza, come racconto del luogo e come dialogo continuo tra uomo e natura.

Per Cantine di Dolianova, il vino nasce prima di tutto dalla terra, dal clima e dal lavoro condiviso. 

Le sperimentazioni come l’affinamento subacqueo ricordano quanto sia importante conoscere e rispettare l’ambiente, valorizzando ogni elemento (dal suolo al mare) come parte integrante dell’identità del vino.

Un approccio che guarda al futuro senza perdere il legame con la tradizione, proprio come i grandi vini sardi.

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